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Solstizio d’Estate

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Lunedì 21 giugno 2021, alle ore 5:31 (ora legale italiana), inizia l’estate astronomica nell’emisfero settentrionale. A certificarlo è come da copione il solstizio d’estate, circostanza che dà vita anche al giorno più lungo dell’anno, in cui le ore di luce raggiungono il loro picco. Quando si parla di solstizio, la scienza non è però l’unica cosa che conta: il fascino che esercita da sempre sull’uomo ha infatti dato vita a miti e culti antichissimi, che in alcuni casi sono sopravvissuti fino ai giorni nostri.

 

Quanto dura il solstizio d’Estate?

L’estate astronomica inizia il 21 Giugno e si conclude con l’equinozio di Settembre in data 21 Settembre, ha quindi una durata stagionale di 92 giorni. In Italia il solstizio d’estate fa registrare oltre 15 ore di luce solare, mentre in Alaska tocca anche le 24 ore.

 

 

Simboli e leggende del Solstizio d’Estate

Da sempre in tutto il mondo il solstizio d’estate assume anche il valore simbolico del cambiamento, della transizione verso il domani, un nuovo inizio della natura che viene celebrato ad ogni latitudine con feste e riti tradizionali che hanno origine molto indietro nel tempo.

Cerimonie, antiche feste pagane, falò, banchetti e danze vorticose vengono organizzate ogni anno come forma di connessione spirituale tra madre natura e la vita umana, tra l’energia vitale che la luce del sole porta con sé e i suoi energetici influssi sulla Terra come fertilità e abbondanza.

La vitalità del fuoco è tra i simboli più rappresentativi di questa celebrazione dove la forza della luce si contrappone alla minaccia dell’oscurità, mentre antiche danze di persone, che tenendosi per mano riproducono il movimento a spirale del sole, sono ancora in voga nelle feste di molti paesi.

Nel corso dei secoli il solstizio d’estate è stato celebrato da antiche civiltà di culture e origini molto diverse tra loro, dagli antichi Egizi, alle popolazioni del nord Europa, alle civiltà precolombiane in America latina agli Indiani d’America Sioux con le loro coreografiche danze del sole, ognuno ha trovato modo di rendere omaggio alla forza della luce.

Proprio per la sua grande forza spirituale questa giornata ha assunto significati precisi anche dentro le diverse fedi religiose, se nella tradizione cristiana la celebrazione del solstizio d’estate coincide con la nascita di San Giovanni Battista, in quelle pagane si aspetta la prima alba d’estate per sventare incantesimi e bere fluidi a base di erbe magiche per godere di buona salute durante l’anno.

In generale però la data del solstizio di giugno è sempre stata presa come riferimento temporale per organizzare semina e raccolta dei campi o per unirsi in matrimonio.

A prova di tutto ciò alcuni studi sostengono che il misterioso monumento preistorico in Inghilterra, meglio noto come Stonehenge, fosse proprio una sorta di maestoso calendario in pietra costruito nel 2500 a.c. per determinare la data del solstizio d’estate.

In questo luogo carico di suggestioni e leggende ancora oggi si riuniscono persone per vedere sorgere il sole e radunarsi intorno a falò di buon auspicio.

 

 

 

Il solstizio d’estate nella storia

Per le civiltà del passato il solstizio d’estate rappresentava un momento carico di significati spirituali. Il motivo è presto spiegato: l’abbondanza di luce veniva interpretata come un dono celeste, da ricambiare con la giusta devozione. Gli antichi Greci e le popolazioni precolombiane celebravano questa ricorrenza con dei riti legati al culto del Sole e della rinascita. I Romani dedicavano entrambi i solstizi a Giano, una delle divinità più importanti del loro pantheon, ritenuto il custode degli inizi e di ogni forma di passaggio (quindi anche la transizione da un ciclo naturale a un altro). I Celti avevano l’abitudine di accendere un falò il primo giorno d’estate, con la convinzione che questo gesto trasmettesse forza al Sole. Nella Cina antica il solstizio d’estate era invece l’occasione per omaggiare lo Yang, l’energia positiva che secondo la tradizione raggiunge il proprio picco durante la stagione estiva.

Il mistero di Stonehenge

Parlare di solstizio significa necessariamente parlare di Stonehenge, l’arcinoto complesso neolitico che si trova nel Wiltshire, in Gran Bretagna. Sulla struttura aleggiano ancora oggi dubbi e misteri, sebbene gli esperti siano ormai concordi nel ritenere che il circolo di grosse rocce, conosciute come megaliti, fosse in origine un osservatorio astronomico. A riprova di ciò ci sarebbe il fatto che l’asse di Stonehenge è in linea con la posizione del Sole durante il solstizio d’estate, cosa che permette al fascio di luce di attraversare il portale di pietra e posarsi sull’altare al centro del sito. In epoca moderna Stonehenge è poi diventato una rinomata meta di pellegrinaggio per i seguaci del celtismo e di altre religioni neopagane, che in occasione dei solstizi si radunano per rievocare rituali primitivi, in un’atmosfera da sapore festoso e un po’ hippie.

Solstizio d’estate e tradizioni odierne

Nel corso dei secoli, il cristianesimo ha assorbito molti riti legati al solstizio, arricchendoli di nuovi significati. Famosa è ad esempio la festa di San Giovanni (24 giugno), una solennità religiosa diffusa soprattutto in Italia e Spagna, che prevede l’accensione di grandi falò notturni, sulla scia degli antichi culti solstiziali in onore di fuoco e luce.

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